Gli esercizi da fare a casa

Undici gesti quotidiani per accompagnare la cicatrice, in ordine di fase: dalle prime settimane, quando si protegge e si idrata, fino al lavoro sulla cicatrice vecchia, anche dopo anni. Valgono per le cicatrici da taglio e da ustione; dove un esercizio riguarda soprattutto l'ustione, lo trovi indicato. Sotto ogni esercizio ci sono il ritmo consigliato e le fonti scientifiche.

Prima di iniziare. Indicazioni di carattere generale, a scopo informativo. Non sostituiscono la valutazione del tuo medico o del tuo fisioterapista. Inizia solo quando la ferita è completamente chiusa e interrompi se compaiono dolore, arrossamento che aumenta, calore, secrezioni o rottura della pelle.

Prime settimane

1. Idratare la cicatrice ogni giorno

Il gesto più semplice e il più trascurato: una pelle idratata è più elastica e prude meno.

Applicazione di un idratante su una cicatrice
2 volte al giorno, mattina e sera, tutti i giorni Difficoltà: Facile

Lava le mani. Preleva una piccola quantità di prodotto e distribuiscila sulla cicatrice e sulla pelle intorno, per un paio di centimetri oltre il bordo. Sfiora senza premere, con movimenti lenti, finché il prodotto è assorbito: in questa fase non stai lavorando sul tessuto profondo, stai solo nutrendo la superficie.

La cicatrice appena chiusa ha perso le ghiandole che producono il film protettivo naturale, quindi tende a disidratarsi e a tirare. Un tessuto secco è più rigido, e più soggetto a prurito e a piccole screpolature.

Se la pelle è ancora fragile, se ci sono croste o punti che si aprono, fermati e riprendi quando la superficie è integra.

Fonti scientifiche

2. Massaggio superficiale di sfioramento

Il primo livello di massaggio: pressione leggerissima, per abituare la cicatrice a essere toccata.

Massaggio di sfioramento sulla cicatrice
5-10 minuti, 1-2 volte al giorno Difficoltà: Facile

Appoggia due o tre dita di piatto sulla cicatrice, con un po' di crema per far scorrere la pelle senza attrito. Muovi le dita con movimenti lunghi e lenti, lungo la cicatrice e poi trasversalmente, con una pressione appena percettibile: non deve sbiancare la pelle e non deve fare male.

Serve a due cose. Riduce il prurito e la sensazione di pelle che tira, e desensibilizza progressivamente un'area che dopo un intervento è spesso ipersensibile o, al contrario, insensibile.

Nella letteratura sulla riabilitazione delle cicatrici il massaggio leggero è la modalità indicata proprio nelle fasi iniziali, quando la manipolazione energica è invece da evitare: la revisione delle prove sul trattamento conservativo raccomanda di non massaggiare in modo vigoroso una cicatrice infiammata o una pelle che si rompe.

Fonti scientifiche

3. La posizione giusta a riposo

Quando riposi, tieni la pelle ustionata in allungamento: così la cicatrice cresce lunga ed elastica.

Posizione di riposo in allungamento
Ogni volta che sei a riposo, a letto o seduto, per tutti i mesi indicati dal terapista Difficoltà: Facile Dopo un'ustione

Una cicatrice da ustione che attraversa un'articolazione tende ad accorciarsi e a tirare verso la posizione più comoda. Tenere l'articolazione nella posizione opposta, quella che mette la pelle in allungamento, aiuta la cicatrice a formarsi della lunghezza giusta e a conservare il movimento.

Le posizioni dipendono da dove si trova l'ustione:

Collo, parte anteriore. Testa leggermente all'indietro. A letto, un piccolo rotolo sotto il collo al posto del cuscino dietro la testa.

Ascella. Braccio aperto di lato, a circa 90 gradi dal corpo, appoggiato su un cuscino, sia a letto sia da seduto.

Piega del gomito. Braccio disteso.

Dietro il ginocchio. Gamba distesa, sia a letto sia da seduto. A pancia in su, gamba appoggiata piatta, senza cuscini sotto il ginocchio.

Inguine e anca. Gambe distese; quando è possibile, qualche periodo a pancia in giù.

Caviglia. Piede a 90 gradi rispetto alla gamba, sostenuto da un cuscino; da seduto, piedi appoggiati piatti a terra.

Il posizionamento comincia dai primi giorni e può continuare per molti mesi. Si alterna con gli esercizi e con le attività di ogni giorno, che restano fondamentali. Se il terapista ti ha dato un tutore, indossalo come prescritto e segnalagli subito dolore o irritazione della pelle.

Fonti scientifiche

Primi mesi

4. Il trattamento topico quotidiano

Cosa può fare davvero una crema per cicatrici, e su quali meccanismi agiscono i suoi ingredienti.

Applicazione quotidiana sulla cicatrice
2 volte al giorno, per almeno 2 mesi Difficoltà: Facile

Applica un velo sottile sulla cicatrice asciutta e pulita, estendendolo appena oltre i margini, e massaggia con delicatezza fino ad assorbimento. Non serve abbondare: uno strato spesso non agisce di più, resta appiccicoso e si perde sui vestiti.

La costanza conta più della quantità. Le revisioni sul trattamento topico delle cicatrici convergono su applicazioni due volte al giorno, iniziate presto dopo la riepitelizzazione e mantenute per almeno due mesi.

Un prodotto per cicatrici lavora su quattro fronti diversi, e conoscerli aiuta a capire perché va usato a lungo.

IDRATAZIONE E BARRIERA

Il tessuto appena chiuso perde acqua più della pelle sana, e per questo tira e prude. La glicerina forma un film che trattiene l'idratazione e migliora la pliabilità della cicatrice. L'urea idrata, è cheratolitica, rinforza la barriera cutanea e facilita la penetrazione degli altri attivi.

RINNOVAMENTO DELLO STRATO SUPERFICIALE

Gli alfa-idrossiacidi e l'acido lattico agiscono sul ricambio cellulare e sul rimodellamento della matrice, e sono usati anche sull'iperpigmentazione che segue l'infiammazione. L'allantoina è cheratolitica e favorisce i processi di riparazione.

CONTROLLO DELL'INFIAMMAZIONE E DELL'EDEMA

L'estratto di Allium cepa è il più studiato in associazione con l'allantoina: un gel topico usato in prevenzione ha migliorato sintomi e aspetto delle cicatrici da cesareo rispetto alle cicatrici non trattate, e la stessa associazione è stata valutata dopo chirurgia dermatologica. L'escina è anti-edematosa, antinfiammatoria e venotropica. La bromelina è un enzima proteolitico ricavato dall'ananas.

SOLLIEVO DAL PRURITO

Il mentolo agisce sul recettore del freddo TRPM8 con effetto antipruriginoso, e ha mostrato un contributo antinfiammatorio e antiossidante nella guarigione cutanea. È la sensazione di fresco che si avverte all'applicazione.

Una nota di completezza: nella letteratura clinica il riferimento storico più citato è il silicone, in gel o in cerotto, che agisce per occlusione e idratazione. È una strada diversa da quella dei principi attivi qui sopra, non l'unica possibile, e i due approcci non si escludono.

Se la pelle si arrossa, brucia o prude in modo nuovo dopo l'applicazione, sospendi e parlane con il tuo medico o con il tuo fisioterapista.

Fonti scientifiche

5. Proteggere la cicatrice dal sole

Una cicatrice giovane esposta al sole si pigmenta, e quel colore resta.

Cicatrice protetta dal sole
Ogni volta che esci, tutto l'anno Difficoltà: Facile

Copri la cicatrice con un indumento quando puoi: è la protezione più affidabile. Dove non è possibile, applica una protezione solare alta a spettro largo, e ripetila ogni due ore se resti all'aperto, dopo il bagno e dopo aver sudato.

Nei primi mesi evita l'esposizione diretta nelle ore centrali della giornata. Non serve rinunciare al mare: serve coprire quella zona.

Il motivo è che le cellule che producono il pigmento, in una cicatrice in fase di rimodellamento, sono ipersensibili, e la macchia che si forma in quella fase può restare anche quando la cicatrice si è appianata. Il rimodellamento dura molti mesi, quindi la protezione va mantenuta ben oltre il momento in cui la ferita sembra guarita.

Le raccomandazioni di fotoprotezione insistono sulla combinazione di ombra, indumenti e filtro applicato in quantità adeguata.

Fonti scientifiche

6. Indossare gli indumenti compressivi

Una pressione costante, giorno e notte, aiuta la cicatrice da ustione a restare più piatta e morbida.

Indumento compressivo
Circa 23 ore al giorno, togliendoli per lavarsi, idratare la cicatrice e lavare l'indumento Difficoltà: Facile Dopo un'ustione

Gli indumenti compressivi sono capi elastici su misura, come guanti, maniche, calze o maglie, che esercitano una pressione uniforme sulla cicatrice. Accompagnano la cicatrice nei mesi in cui è più attiva, aiutano a calmare il prurito e proteggono la pelle nuova.

Si cominciano quando la ferita è completamente chiusa e la pelle tollera la pressione, secondo le indicazioni del medico o del terapista. Il risultato dipende dalla costanza: si indossano per gran parte della giornata e della notte, e si tolgono solo per lavarsi, applicare la crema sulla cicatrice e lavare il capo.

Alcune abitudini utili:

Avere due capi, per indossarne uno mentre l'altro asciuga.

Lavarli come indicato dal produttore, di solito a mano con acqua tiepida, e lasciarli asciugare all'aria, lontano da fonti di calore.

Applicare la crema la sera o al mattino, lasciarla assorbire bene e poi rimettere l'indumento.

Controllare la pelle ogni giorno. Un capo ben calibrato aderisce in modo uniforme, senza segni profondi, formicolio o arrossamenti che durano. In questi casi, o se il capo si allenta o si forma una lesione, avvisa subito il terapista: va adattato.

Con il caldo può servire qualche pausa in più: concordala con il terapista.

Fonti scientifiche

7. Fare da sé i gesti di ogni giorno

Vestirsi, pettinarsi, lavarsi: ogni gesto quotidiano è un esercizio che mantiene la pelle elastica.

Gesti di ogni giorno
Tutti i giorni, più volte al giorno, insieme agli allungamenti Difficoltà: Facile Dopo un'ustione

Dopo un'ustione, le articolazioni vicine alla cicatrice vanno mosse e allungate più volte al giorno. Il modo più semplice per farlo è usarle: ogni gesto della vita quotidiana porta l'articolazione in movimento e mette la pelle in allungamento.

Fai da te tutto quello che puoi. Vestirti, abbottonarti, pettinarti, lavarti i denti, prendere un oggetto da uno scaffale alto, allacciarti le scarpe. Sono movimenti completi, che coinvolgono spalle, gomiti, polsi, dita, anche e ginocchia.

Qualche accorgimento:

Prima di muoverti, idrata la cicatrice: la pelle scorre meglio e il movimento è più comodo.

Arriva fino in fondo al movimento, dove senti che la pelle tira in modo sopportabile, e mantieni qualche secondo.

Distribuisci i gesti nella giornata. Gli allungamenti vanno ripetuti almeno cinque o sei volte al giorno: legarli alle attività di sempre aiuta a non dimenticarli.

Tensione sì, dolore forte no. Se la pelle si arrossa a lungo, si screpola o fa male, riduci l'ampiezza e parlane con il terapista.

Fonti scientifiche

Fino al primo anno

8. Massaggio profondo e scollamento

Quando la cicatrice tollera la pressione, si lavora sulla sua aderenza ai piani profondi.

Massaggio profondo e scollamento
10-15 minuti, da 1 a 3 volte al giorno Difficoltà: Media

Si comincia solo quando il tessuto guarito tollera l'attrito superficiale senza dolore né arrossamento persistente.

Tre movimenti, da fare in sequenza sullo stesso tratto di cicatrice, poi si passa al tratto successivo.

PRESSIONE STATICA

Appoggia il polpastrello sulla cicatrice, premi con una pressione moderata e mantieni per una decina di secondi, poi rilascia. Ripeti spostandoti di mezzo centimetro per volta.

MOVIMENTI CIRCOLARI E TRASVERSALI

Con uno o due polpastrelli descrivi piccoli cerchi sulla cicatrice, e poi muovi la pelle avanti e indietro perpendicolarmente alla linea della cicatrice. La pelle deve muoversi, non le dita sulla pelle.

PIZZICAMENTO E SOLLEVAMENTO

Prendi delicatamente la cicatrice fra pollice e indice, solleva la plica, mantienila un paio di secondi e rilascia. È il movimento che dice se la cicatrice è ancora aderente ai piani profondi: dove non si solleva, insisti con gentilezza nelle sedute successive.

La revisione della fisioterapia per le cicatrici raccoglie proprio queste tecniche — mobilizzazioni cutanee, tecnica push-pull, frizione profonda, pizzicamento e sollevamento — con parametri pratici di 10-15 minuti per seduta, da una a tre volte al giorno, e ricorda che la scelta della tecnica va adattata alla sede, alla resistenza del tessuto e al grado di maturazione.

Un'avvertenza onesta: le prove di beneficio a lungo termine del massaggio sono incoerenti, e gli studi metodologicamente più solidi non mostrano vantaggi netti e durevoli su elasticità e colore. Sul prurito e sulla percezione di tensione, invece, il miglioramento è riportato con costanza dalle revisioni sulle cicatrici da ustione.

Fonti scientifiche

9. Allungamento e mobilizzazione del segmento

Una cicatrice vicino a un'articolazione va accompagnata nel movimento, o accorcia.

Allungamento — Cicatrice da taglio
Cicatrice da taglio
Allungamento — Cicatrice da ustione
Cicatrice da ustione
3-5 ripetizioni per movimento, 2-3 volte al giorno Difficoltà: Media

Riguarda le cicatrici che attraversano o sfiorano un'articolazione: spalla, gomito, mano, ginocchio, collo, ascella.

Porta lentamente l'articolazione nella direzione opposta a quella in cui la cicatrice tira, fino a sentire una tensione chiara ma tollerabile, mai dolore acuto. Mantieni la posizione una ventina di secondi respirando normalmente, poi torna indietro con lentezza. Se il movimento non riesce da solo, aiutalo con l'altra mano.

Fra le ripetizioni cambia direzione, così da percorrere tutto l'arco di movimento disponibile invece di insistere su un solo punto.

Il principio è che il tessuto cicatriziale si accorcia se non viene percorso: le linee guida sulla riabilitazione delle cicatrici indicano di iniziare stretching e mobilizzazione il più presto possibile, per raggiungere e mantenere l'arco di movimento e contribuire ad allungare la cicatrice, e affiancano il posizionamento antiretrazione.

Se la cicatrice è recente o è esitata da un innesto, i tempi e l'ampiezza vanno decisi dal tuo fisioterapista: qui non esiste una regola valida per tutti.

Fonti scientifiche

Cicatrice vecchia, anche dopo anni

10. Rotolare la pelle lungo la cicatrice

Una piega di pelle che avanza lungo la cicatrice, per ridarle scorrevolezza anche dopo anni.

Rotolare la pelle — Cicatrice da taglio
Cicatrice da taglio
Rotolare la pelle — Cicatrice da ustione
Cicatrice da ustione
5-10 minuti, una volta al giorno, dopo il massaggio profondo Difficoltà: Media

Anche una cicatrice di molti anni può ritrovare mobilità: nella terapia manuale delle cicatrici si osserva che l'età della cicatrice non impedisce di lavorarla, anche se quelle recenti rispondono più in fretta.

Prendi delicatamente un piccolo tratto di pelle della cicatrice fra il pollice da una parte e indice e medio dall'altra, formando una piccola collina. Ora fai avanzare indice e medio di qualche millimetro, poi fai scorrere in avanti il pollice per mantenere la collina. Procedi così, a piccoli passi, per tutta la lunghezza della cicatrice, poi ripeti nel senso opposto.

Dove la piega si forma con facilità, prosegui. Dove fa fatica a sollevarsi, rallenta e ripassa con gentilezza: sono i punti in cui la cicatrice è ancora legata ai piani sotto, e sono quelli su cui il lavoro quotidiano porta più risultato.

La pressione è decisa ma confortevole. Lavora a pelle asciutta o con pochissima crema, così le dita fanno presa.

Se la cicatrice si arrossa a lungo, si screpola o diventa dolente, sospendi e parlane con il tuo fisioterapista.

Fonti scientifiche

11. Trovare e sciogliere i punti che tirano

Muovi la pelle della cicatrice in tutte le direzioni, trova dove resiste e accompagnala lì con pazienza.

Punti che tirano — Cicatrice da taglio
Cicatrice da taglio
Punti che tirano — Cicatrice da ustione
Cicatrice da ustione
Una volta al giorno, 30-60 secondi per ogni punto che tira Difficoltà: Media

Una cicatrice vecchia di solito non tira in modo uniforme: ci sono direzioni in cui la pelle scorre bene e altre in cui si ferma. Questo esercizio serve a trovarle e a lavorarle una per una.

Appoggia due o tre polpastrelli di piatto sulla cicatrice, a pelle asciutta. Senza strisciare, muovi la pelle insieme alle dita: verso l'alto, verso il basso, a destra, a sinistra e in diagonale, come le lancette di un orologio. Senti in quale direzione la pelle si muove meno.

Lì fermati. Porta la pelle verso quella direzione fino alla prima resistenza e mantieni una trazione leggera e costante, respirando con calma. Dopo qualche decina di secondi spesso la resistenza cede un poco e la pelle avanza: segui il movimento, senza forzarlo. Poi passa al tratto successivo della cicatrice.

È lo stesso principio che i fisioterapisti usano nel rilascio della cicatrice, allungando nella direzione della restrizione; in un caso descritto in letteratura, una cicatrice chirurgica di quattordici anni è stata trattata in ambulatorio e il paziente la muoveva a casa una volta al giorno nelle direzioni in cui la pelle era più rigida.

Si fa bene subito dopo il massaggio profondo, quando il tessuto è caldo e più disponibile.

Fonti scientifiche

Nell'app Cicatrium gli esercizi sono organizzati nel percorso personale, per tipo di cicatrice e per fase, insieme ai terapisti specializzati vicino a te.
Antico Laboratorio Farmaceutico Milanese srl — marchio ALFAMÌ — P.IVA IT07392620964 — Cicatrium · Il blog · Informativa privacy · info@alfami.it