Nella cura di una cicatrice si tende a cercare il prodotto giusto, come se fosse una scelta fra alternative. Ma se si guarda cosa si fa concretamente, si scopre che i gesti coinvolti sono diversi fra loro, e nessuno sostituisce gli altri.
Il primo gesto è occludere. Coprire la cicatrice con qualcosa che riduca l'evaporazione dell'acqua e mantenga la superficie in un ambiente umido e a temperatura stabile. È il principio dei fogli e delle pellicole occlusive, siliconiche e non: agiscono dall'esterno, per via fisica, mantenendo l'idratazione dello strato superficiale, che sembra essere il segnale che frena la produzione eccessiva di collagene. Chi lo usa lo tiene addosso molte ore al giorno, in genere dalle dodici alle ventitré secondo le linee guida, con lavaggio quotidiano del foglio e attenzione all'igiene della pelle, e per molti mesi. Va iniziato solo a ferita completamente richiusa, e riguarda le cicatrici ancora immature: sulle cicatrici da ustione già mature una risposta non è stata dimostrata.
Il secondo gesto è massaggiare. Mobilizzare il tessuto con le dita, scollarlo dai piani profondi, allungarlo nella direzione in cui è retratto. È un gesto meccanico, che nessun materiale applicato sopra la pelle può fare da solo, e ha bisogno di due cose: le mani e un mezzo che faccia scorrere le dita. Le raccomandazioni pratiche sono precise su questo punto: una pressione delicata con movimento circolare, usando vaselina o un idratante lubrificante durante il massaggio, iniziando due o tre settimane dopo l'intervento e comunque solo a ferita chiusa, dieci minuti due volte al giorno, per almeno sei settimane. Una revisione della letteratura su dieci pubblicazioni e 144 pazienti ha riportato un miglioramento clinico complessivo nel 45,7 per cento dei casi, che sale al 90 per cento nel sottogruppo delle cicatrici chirurgiche. Una revisione sistematica del 2024 su dieci studi e 575 partecipanti con cicatrici ipertrofiche da ustione ha trovato un miglioramento significativo dei sintomi in nove studi su dieci, pur con tecniche molto diverse fra loro.
Un'osservazione che vale la pena leggere due volte. Gli autori di una revisione sulla gestione delle cicatrici chirurgiche notano che, per diversi preparati topici molto usati, il beneficio sembra derivare dall'atto stesso del massaggio e dall'umidità fornita alla cicatrice, più che dalla singola sostanza. Detto altrimenti: il momento in cui si applica qualcosa con le dita, ogni giorno, per settimane, è una parte attiva del trattamento, non un modo di somministrare un prodotto.
Il terzo gesto è nutrire e ammorbidire. Portare sulla cicatrice sostanze che trattengono acqua, ammorbidiscono lo strato superficiale, calmano il prurito, riducono il gonfiore. Qui la formulazione conta, perché si tratta di ingredienti con azioni specifiche, ed è l'argomento degli altri articoli di questa serie.
Come stanno insieme questi gesti. Nella pratica clinica non sono in concorrenza e vengono spesso combinati: un momento della giornata dedicato al massaggio con un prodotto che scorra bene sulla pelle, e le ore notturne dedicate all'occlusione continua, che chiede solo di essere lasciata in posa. Sono due impieghi diversi della stessa giornata, e chiedono materiali diversi: un foglio non si massaggia, e una superficie coperta da un prodotto grasso non aderisce bene a un adesivo. Se stai usando entrambe le cose, la sequenza sensata è massaggiare quando la pelle è pulita e libera, e applicare l'occlusione su pelle asciutta e pulita, mai una cosa sopra l'altra nello stesso momento. Vale la pena dirlo con onestà: non esistono studi randomizzati che abbiano testato esattamente questa combinazione, quindi è una scelta organizzativa ragionevole, non una raccomandazione dimostrata. Chi ti segue può adattarla al tuo caso.
Cosa dicono i confronti diretti, per chi se lo chiede. Gli studi che hanno messo a confronto prodotti diversi sulla stessa cicatrice o su gruppi paralleli mostrano un quadro poco spettacolare: in uno studio randomizzato su sessanta persone con cicatrici chirurgiche, a dodici settimane, un gel siliconico e un gel con estratto di cipolla non hanno mostrato differenze su nessuna delle quattro scale usate, con valori di p compresi fra 0,62 e 0,92. In un altro studio randomizzato con valutatore in cieco su quaranta operati, un gel con estratto di cipolla e aloe vera e i fogli di gel di silicone non hanno mostrato differenze su POSAS, eritema e melanina, mentre la pliabilità della cicatrice, cioè la sua cedevolezza, è risultata significativamente maggiore nel gruppo trattato col gel. La stessa meta-analisi che nega all'estratto di cipolla una superiorità sugli altri trattamenti topici ha trovato invece un vantaggio quando lo stesso estratto era formulato insieme al silicone, con p inferiore a 0,00001 nella valutazione degli sperimentatori. La lettura più onesta di questo insieme di dati è che le combinazioni fanno meglio delle monoterapie e che nessuna singola categoria di prodotti ha dimostrato di essere la risposta.
Il punto pratico. La domanda utile non è quale prodotto sia il migliore, ma quali gesti la tua cicatrice richiede in questo momento: se è retratta e aderente ai piani profondi, serve mobilizzarla, e serve qualcosa che permetta alle dita di scorrere; se è rossa, spessa e in fase attiva, serve continuità di idratazione e di occlusione; se prude, serve qualcosa che calmi il prurito, altrimenti non porterai avanti niente. Sono cose che possono coesistere nella stessa giornata, e chi ti segue può dirti quale conta di più nel tuo caso.
Fonti scientifiche
- Meccanismo occlusivo e ruolo dell'idratazione dello strato corneo, con evidenza che anche materiali occlusivi non siliconici come cerotti di carta, film di poliuretano e adesivi per stomia risultano efficaci, cosa che indica l'occlusione come meccanismo d'azione: Silicone Gel for Scar Prevention, StatPearls, NCBI Bookshelf — https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK586090/
- Uso da dodici a ventitré ore al giorno, inizio dopo la riepitelizzazione, lavaggio quotidiano del foglio e igiene della pelle, indicazione sulle cicatrici immature e assenza di risposta dimostrata sulle cicatrici da ustione mature: Practice Guidelines for the Application of Nonsilicone or Silicone Gels and Gel Sheets After Burn Injury, Nedelec et al., Journal of Burn Care and Research 2015 — http://ameriburn.org/wp-content/uploads/2018/02/practice-guidelines-for-silicone.-nedelec-jbcr-2015.pdf
- Certezza dell'evidenza bassa o molto bassa sui fogli di gel di silicone nelle cicatrici ipertrofiche, e nel confronto con l'estratto di cipolla topico un solo studio su 32 partecipanti con differenza media di 1,30 punti, intervallo di confidenza al 95 per cento da 2,58 a 0,02, evidenza di bassa certezza: revisione Cochrane, Silicone gel sheeting for treating hypertrophic scars — https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD013357.pub2/full
- Massaggio con pressione delicata e movimento circolare usando vaselina o un idratante lubrificante, inizio due o tre settimane dopo l'intervento e solo a ferita chiusa, dieci minuti due volte al giorno per almeno sei settimane, e osservazione che per diversi preparati topici il beneficio sembra derivare dall'atto del massaggio e dall'umidità fornita alla cicatrice: Update on Postsurgical Scar Management — https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4961501/
- Revisione della letteratura sul massaggio: dieci pubblicazioni, 144 pazienti, protocolli da dieci minuti due volte al giorno a trenta minuti due volte a settimana, miglioramento clinico complessivo nel 45,7 per cento dei casi e nel 90 per cento delle cicatrici chirurgiche: The role of massage in scar management, a literature review — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22093081/
- Revisione sistematica 2024 su dieci studi e 575 partecipanti con cicatrici ipertrofiche da ustione, miglioramento significativo dei sintomi in nove studi su dieci con tecniche eterogenee: Efficacy of Massage Techniques for Hypertrophic Burn Scars, a Systematic Review of Literature, Journal of Burn Care and Research 2024 — https://academic.oup.com/jbcr/article-abstract/45/2/356/7270579
- Studio randomizzato su 60 persone con cicatrici chirurgiche laparoscopiche, applicazione due volte al giorno per dodici settimane, nessuna differenza fra gel di silicone e gel con estratto di cipolla su Vancouver Scar Scale con p uguale a 0,779, Image Panel Scale 0,621, Body Image Scale 0,924 e Cosmetic Scale 0,843: Randomised comparison of silicone gel and onion extract gel for post-surgical scars — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29514524/
- Studio randomizzato con valutatore in cieco su 40 operati, gel di silicone con estratto di cipolla e aloe vera contro fogli di gel di silicone, nessuna differenza su POSAS, eritema e melanina, pliabilità significativamente maggiore nel gruppo trattato col gel, nessun evento avverso in entrambi i gruppi: A comparison of the efficacy of silicone gel containing onion extract and aloe vera to silicone gel sheets to prevent postoperative hypertrophic scars and keloids — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33387398/
- Meta-analisi di tredici studi randomizzati: assenza di differenza fra gel con estratto di cipolla e altri trattamenti topici comunemente usati, e vantaggio dell'estratto di cipolla formulato in gel di silicone rispetto agli altri trattamenti con p inferiore a 0,00001 nella valutazione degli sperimentatori e p uguale a 0,0007 in quella dei pazienti: Onion extract gel is not better than other topical treatments in scar management — https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/iwj.13542
- Studio randomizzato su 45 cicatrici ipertrofiche post-ustione seguite per sei mesi, con miglioramento significativo in tutti i gruppi di trattamento: Comparison of efficacy of silicone gel, silicone gel sheeting, and topical onion extract including heparin and allantoin for the treatment of postburn hypertrophic scars — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19766399/